Perché Ho Deciso di Fare un Podcast?

Podcast è l’unione della parola iPod con la parola broadcast.

Partendo dalla definizione di questa strana parola inglese che avrai probabilmente già sentito nominare da qualche parte, magari in TV oppure ascoltando la tua radio preferita, voglio darti qualche informazione in più su questa piattaforma così misteriosa.

Voglio inoltre spiegarti perché ho deciso di fare un podcast, e perché ritengo che lo debba fare anche tu se hai un’attività imprenditoriale o un progetto di cui ti interessa parlare.

In quale contesto si sviluppa il fenomeno?

Il significato di podcast e la composizione della parola trovano riscontro nel fondere insieme le parole iPod e broadcast. Do per scontato che tu sappia cosa sia un iPod, per quanto riguarda invece la parola inglese broadcast, significa trasmettere, trasmissione.

Era la metà degli anni 2000, la tecnologia avanzava a ritmi frenetici e le porte della distribuzione radiofonica ed audio, sia per musicisti che per amanti della cultura in generale, erano sempre più sbarrate.

Non che la tecnologia abbia rallentato il suo corso, anzi, nemmeno possiamo dire che le cose siano cambiate in termini di spazi radiofonici. Tuttavia questo bisogno di comunicazione ha dato vita al processo evolutivo, il gioco duro e sporco, le limitazioni imposte dai potenti gruppi editoriali hanno effettivamente permesso il fiorire di una sottocultura che ogni anno cresce in linea esponenziale.

Pensa che in USA si stima che il 21% della popolazione sopra i 12 anni ascolti almeno un podcast al mese, qui la fonte di questa statistica.

Podcasting è un fenomeno enorme che miete nuove vittime ogni giorno, iTunes può contare su quasi due miliardi di abbonati su scala mondiale. Sfortunatamente non è possibile recuperare il dato relativo solo all’Italia, ma nonostante il bel paese sia indietro agli altri stati anglofoni il trend è saldamente in aumento.

Si tratta di un’opportunità eccezionale per produttori di podcasts perché i dati simboleggiano solo una cosa; il mercato esiste ed è crescente. Secondo uno studio pubblicato da Clammr, tra il 2014 ed il 2015, c’è stato un aumento del 32% nel volume di ricerche della parola “podcast” attraverso il portale Google.

Ascolta il Podcast Immobiliare

Quindi, cosa è un podcast?

Si tratta di una piattaforma digitale con un framework riconducibile alla radio che sviluppa i suoi contenuti in sezioni, più comunemente note come episodi.

Gli episodi sono caricati in un server, di proprietà oppure di terzi che offrono il servizio, i quali messi insieme vanno a formare lo show. Proprio come in uno spettacolo televisivo o radiofonico è possibile avere ospiti, fare interviste, generare contenuti di ampia natura e fare in modo che questi ultimi non vadano perduti nel dimenticatoio. Infatti, a meno che per qualche ragione non vengano cancellati, saranno sempre ascoltabili o scaricabili dal server in cui si trovano.

Le principali piattaforme tra cui è possibile scegliere al momento sono due, Lybsin e Spreaker. Indovinate un pò, quest’ultimo fornitore di servizi è frutto di una start-up tutta italiana! Io ho personalmente scelto Spreaker e devo dire che mi ci trovo molto bene per ora, un servizio molto affidabile ed impeccabile.

Chi fa i podcast e di cosa parlano?

Tu, se vuoi, puoi cominciare un podcast domani, basta che abbia un’idea concreta che vuoi esprimere ed una minima conoscenza tecnologica per gestire le registrazioni. Se hai queste due cose, hai tutte le carte in regola amico mio!

Il podcast, come dicevo precedentemente, nasce da una voglia di ritagliarsi uno spazio altrimenti non concesso. Se prima erano prevalentemente i musicisti a farne uso, oggi gli esempi sono molteplici ed i temi smisurati ed infiniti. Ci sono shows che raccontano di affari e finanza, altri raccontano storie di successo in particolari ambiti, altri sono dei veri e propri racconti/audiolibri, altri ancora si concentrano sull’immobiliare, multimedia, web design, fotografia, cucina, dipinto, imparare le lingue, etc.

Potrei andare avanti all’infinito, ma immagino che stia iniziano a capire di che portata sia il fenomeno. Un megafono potentissimo che può mettere in contatto così tante persone, uno strumento di informazione alternativo che, concedimi di esprimere, non può che fare del bene a noi italiani vista la posizione che il nostro paese ricopre per la libertà di stampa.

Possiamo definire il podcast come la seconda rivoluzione dopo i blog ed io non sono stato immune a questa strabiliante ascesa, a maggior ragione perché non vivo in Italia. Infatti anche in UK il podcast è una big thing, una cosa molto rilevante.

Come puoi scaricare un podcast, magari il mio?

Puoi scaricare un podcast in formato mp3, in linea generale questo è il formato per eccellenza. Leggero, universale, di buona qualità, ecco il segreto del successo di questo tipo di file che vide la luce 23 anni fa.

Nonostante la piattaforma nativa sia iOS e la sua applicazione Podcasts, puoi tranquillamente scaricare un podcast anche su dispositivi Android attraverso servizi di terze parti dove l’autore dello show ha per esempio deciso di alloggiare gli episodi. Nel mio caso lo puoi fare attraverso Spreaker, esiste una App che potrai facilmente scaricare dal tuo App Store.

Cosa ti serve per fare un podcast?

Fare un podcast non è semplice, sembra facile ma non lo è.

Ma come? Lo so che qualche riga fa ho detto che chiunque lo può fare, mentivo. O meglio, in teoria puoi partire domani con il progetto, in pratica dovrai avere una certa attitudine, una certa motivazione, che saranno solo il primo gradino da superare nella corsa verso il risultato finale.

Per fare un podcast, come andare al supermercato con la lista della spesa, ti servono necessariamente le seguenti credenziali:

  • devi avere tonnellate di entusiasmo e motivazione;
  • devi avere un’instancabile costanza nel progettare, registrare, pubblicare nuovi episodi;
  • devi avere la conoscenza dell’argomento di cui vuoi parlare;
  • devi avere la contro-voglia di pagare la SIAE (si, devi pagare una licenza!);
  • devi avere un minimo di strumentazione audio;

Beh, tralasciando i primi 4 punti, di cui tornerò a parlare in un altro articolo del blog, voglio darti spunto con quello che io utilizzo come strumentazione. Spero che ti sia utile e magari possa considerare di farne uso in prima persona.

Scheda Audio Resident Audio T2

Partiamo dalla scheda audio, recentemente ho acquistato questa Resident Audio T2, una bomba che funziona attraverso la connessione thunderbolt 2. Registra fino a 96khz e 24 bit, 2 entrate/uscite, ingresso cuffia. Ha tutto il minimo indispensabile per registrare e farci un intero disco, tutto in casa! La utilizzo in coppia con un iMac, funziona perfettamente e per ora mi ha dato parecchie soddisfazioni in termini di fedeltà audio. Sfruttando la connessione thunderbolt, anziché quella USB, ha una velocità mostruosa.

Speakers Alesis Elevate 5

In materia di speakers ho optato per le Alesis Elevate 5, sinceramente quando le ho acquistate non avevo un budget eccezionale, ci sono andato un pò a caso con la speranza di acquistare un buon prodotto. La mia opinione è che fanno il loro lavoro, sono un compromesso bilanciato e conveniente, non hanno grande personalità ma se come me anche tu lavori da una stanza poco trattata in materia audio non vale la pena spendere centinaia, se non migliaia di Euro in più, per avere dei monitor di altissima qualità che non verrebbero completamente sfruttati. Come dice il mio amico Filippo Barbieri, ingegnere del suono che ho recentemente incontrato nel mio podcast, se non hai una stanza trattata non c’è differenza tra una cassa da 100 Euro ed una da 10.000 Euro!

Microfono Shure PG58

Il mio fedele Shure PG58 mi accompagna in tutti gli episodi ed in buona parte delle produzioni audio/video che faccio. Una comodità dettata dal fatto che non necessità di grandi preparativi come magari un microfono a condensatore. Certo, non è equivalente al suo fratello maggiore SM58, ma alla fine anche questo aggeggio fa il suo discreto lavoro. Soprattutto se in accoppiata con una buona scheda audio ed i giusti plugins e settings in fase di post-produzione.

Conclusioni

Spero che il mio articolo ti sia stato utile e abbia risposto almeno in parte alle domande che avevi in mente prima di leggere il contenuto.

Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici, se hai un sito web o ti occupi di fornire servizi ai tuoi clienti mettili a conoscenza e chiedi se a loro farebbe piacere magari avviare questo servizio. La condivisione porta nuova linfa ed è la madre di tutti i progetti. Chi sa che parlandone con qualcuno a te vicino non nasca qualche bell’idea per metter su un podcast ed ampliare la tua rete di contatti e comunicazione!

Ti ricordo che mi puoi contattare in qualsiasi momento se hai bisogno di una mano oppure un consiglio, sentiti libero di commentare l’articolo qui in basso.