Termometro Immobiliare a Londra e Dintorni

L’immobiliare a Londra, una città sconfinata dalle mille opportunità

Che il mercato immobiliare a Londra sia costantemente ricco di fattori ed indicatori positivi non risulta una sorpresa. Diverse tra le maggiori testate giornalistiche italiane hanno più volte ripreso le dinamiche ed i fatti relativi agli andamenti ed alle politiche immobiliari in terra britannica.

Ho deciso di scrivere a riguardo in quanto mi occupo personalmente del settore e posso constatare con mano la situazione in cui il mercato si muove. Vorrei precisare che si tratta di una prospettiva limitata in quanto la vastità della zona geografica di riferimento è assai rilevante.

Questo articolo è stato originariamente scritto ad Aprile 2016, prima del referendum che ha sancito la decisione di lasciare la comunità europea nei prossimi anni a seguire. Nonostante ciò, voglio rassicurarti che ad oggi tecnicamente non è cambiato nulla. Come saprai ci sono state delle ripercussioni finanziarie e sul valore della moneta, tuttavia il mercato dell’immobile al momento non risulta essere colpito se non da una maggiore consapevolezza ed incertezza nell’acquisto degli investimenti.

Se sei interessato alla situazione immobiliare in UK, che sia perché ci abiti o magari perché vuoi fare un investimento, ti consiglio di contattarmi per avere un aggiornamento sulla situazione.

Ci sono diverse campane d’allarme che danno il mercato immobiliare in bolla, queste campane sono rappresentate da economisti e giornalisti, associazioni di settore e sindacati, piccoli partiti politici.



Cosa si intende con la denominazione bolla immobiliare? 

La bolla immobiliare indica una situazione per cui i prezzi degli immobili sono gonfiati all’inverosimile, le banche concedono mutui con alta facilità e talvolta lo danno credito anche ad individui che potrebbero presto perdere la capacità di ripagare le rate.

Per rendere l’idea possiamo fare l’esempio della crisi finanziaria americana del 2008.

I prezzi degli immobili sono aumentati parecchio negli ultimi anni, dal 2008 al 2012 c’è stato un periodo di stagnazione dove i valori sono rimasti pressoché gli stessi del periodo pre-crisi.

Dal 2013 c’è stato un aumento esponenziale ed ora ci sono situazioni in cui lo stesso immobile viene rivenduto a cifre impossibili, parliamo di punti minimi del 20% fino ad arrivare al 50% per i più fortunati. Chi ha comprato casa a £250.000 nel 2007 oggi potrebbe tranquillamente rivendere la casa quasi al doppio del suo prezzo originario.

Ecco due esempi estrapolati dal sito Rightmove e situati nella zona di East Finchley, nel nord di Londra:

Tabella 1 Tabella 2

E se volessi affittare una casa?

Beh, la situazione non è molto diversa in quanto il costo degli affitti è cresciuto a livello importante, soprattutto negli ultimi tre anni dove ci sono stati aumenti che hanno toccato il 30% del valore annuale.

Inutile nascondere che varie fonti indicano che i prezzi stiano diventando insostenibili, ci sono varie campagne di sensibilizzazione a riferimento, casistiche di famiglie dove l’affitto ricopre tra il 40% ed il 60% dello stipendio, dove in aggiunta bisogna pagare le spese di gestione (utenze, tasse sulla casa, etc). Ma il Governo pare voler ignorare, in piena politica conservatrice la risposta e la metodica di attuazione è quella di lasciare il mercato guidare le transazioni.

Attualmente il costo medio di un trilocale nella zona succitata di East Finchley si aggira intorno ai £1450 per mese, andando a ritroso nel 2011 si poteva tranquillamente spendere £1200 per mese.

Al momento tutto ciò sembra aver creato uno spostamento importante di interesse, infatti vista la relativa facilità di accesso al mercato delle vendite una buona parte degli affittuari abituali sta cercando di acquistare un immobile.

Statistiche rivelano che nel corso degli ultimi sei mesi il numero dei potenziali acquirenti sia aumentato di circa il 30%, il numero dei potenziali inquilini registrati presso le agenzie sia di contro diminuito di quasi il 40% indicando perciò uno spostamento di preferenza.

Inoltre, bisogna dire anche che negli ultimi tre mesi questo spostamento ha in certi casi contribuito al ribasso del prezzo di alcuni immobili non particolarmente appetibili e magari di qualità medio-bassa.

Quali politiche del Governo a supporto del settore?

Come detto in precedenza il Governo conservatore è decisamente liberale in merito, favorire l’impresa e la creazione di nuovi immobili da un lato, dall’altro un inasprimento del sistema fiscale per colpire i cosiddetti B2L landlords (gli investitori di immobili).

Tuttavia dal 1 Aprile 2016 chiunque acquisterà un secondo o ulteriore immobile subirà una tassazione maggiorata del 3% sull’imposta di registro in riferimento al costo d’acquisto dell’immobile. Questo dovrebbe favorire la diminuzione degli acquisti per investimento, e perciò da un lato calmierare i prezzi degli immobili in affitto evitando landlords spietati alla continua ricerca dell’aumento dell’affitto, dall’altro lato si dovrebbe favorire l’aumento dei first time buyers (coloro che acquistano la prima casa).

Bisogna ricordare che questi ultimi possono accedere alle risorse dell’Help to Buy scheme, un interessante schema di supporto per cui il governo si impegna a garantire un 15% del mutuo che va aggiunto all’80% della Banca ed a solo il restante 5% come deposito/caparra per l’acquisto.

Sulla carta tutto ciò pare molto positivo e funzionale nel medio termine, a mio avviso c’è ancora tanto da fare sul versante abitativo ed il Governo, o la politica in generale, non può stare a guardare.




E fuori Londra qual’è la situazione?

Londra rappresenta un mondo a se, seppur gli andamenti paiono essere compatibili c’è da dire che i prezzi della capitale sono astronomici a confronto e di fatto non di facile accesso per l’individuo medio.

Nelle altre grandi città della nazione in media i prezzi sono del 50% inferiori, sia dal lato degli affitti che degli acquisti. Questo ha in realtà portato negli ultimi anni ad un esodo riscontrabile ad un livello importante di giovani famiglie che hanno deciso di lasciare Londra per Birmingham, Manchester, Leeds, etc. Famiglie dove sarebbe stato difficile mettere da parte £50/60.000 per un deposito hanno possibilmente acquistato casa con un terzo del deposito altrove.

Vivi a Londra o nel Regno Unito? Qual’è il tuo punto di vista a riguardo? Commenta nel form sottostante oppure contattami per approfondire la questione.

Conclusioni

Spero abbia trovato questo articolo utile, se magari hai qualche suggerimento da aggiungere, sentiti libero di commentare in basso. Sono sicuro che beneficerà tutta la community, e soprattutto coloro che stanno realmente di affidarsi a questa possibilità per vendere il proprio immobile.

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